La Tosca di Puccini a Roma: Tre Atti, Tre Luoghi Iconici

Ricordare i luoghi della celebre opera di Giacomo Puccini nel 125° anniversario della prima rappresentazione al Teatro dell’Opera di Roma

Il 14 gennaio 1900 va in scena al Teatro Costanzi, Teatro dell’Opera di Roma, in prima assoluta la Tosca di Giacomo Puccini. 125 anni dopo vale la pena ricordare, che la celebre opera è ambientata proprio a Roma. La trama, che si ispira all’omonimo dramma di Victorien Sardou, è ambientata nella Roma di inizio 1800 e segue gli eventi storici di quegli anni.

Sono tre i personaggi principali della storia, Tosca, Cavaradossi e Scarpia, legati tra loro dal filo indissolubile di amore, gelosia, potere e grandi ideali. Tre sono gli atti dell’opera e tre i luoghi nei quali sono ambientati: La basilica di Sant’Andrea della Valle, Palazzo Farnese e Castel Sant’Angelo.

ATTO PRIMO: SANT’ANDREA DELLA VALLE

GIOIELLO DELLA CONTRORIFORMA

L’atto primo della Tosca si svolge nella Basilica di Sant’Andrea della Valle, nella Cappella Barberini, nota appunto come “Cappella della Tosca”. Voluta dall’allora cardinale Maffeo Barberini, divenuto poi papa Urbano VIII, fu impreziosita delle straordinarie pitture di Domenico Cresti, detto il Passignano.

La chiesa di S. Andrea della Valle è una delle massime espressioni della controriforma a Roma. I lavori per la costruzione della basilica iniziarono nel 1591 su disegno di Gian Francesco Grimaldi e di Giacomo Della Porta. Si conclusero nel secolo successivo quando nel 1608 Carlo Maderno ampliò il transetto e innalzò la cupola. Alla fabbrica lavorò insieme a lui il poi celebre architetto Francesco Borromini, suo nipote, che impreziosì le colonnine dei capitelli con cherubini che formano con le ali una sorta di voluta. La cupola è particolarmente imponente, inferiore per ampiezza e altezza solo a quelle di San Pietro e dei Ss. Pietro e Paolo all’Eur. I lavori furono completati con la sontuosa facciata di Carlo Rainaldi (1655-65).

L’interno stupisce per gli affreschi di Giovanni Lanfranco nella cupola, massima espressione dell’illusionismo barocco, realizzati  tra il 1621 ed il 1625, in concomitanza con gli affreschi del Domenichino nel transetto, dedicati al santo titolare della chiesa. Straordinari poi i tre affreschi dell’abside, che Mattia Preti realizzò nel 1650/1651dedicati anch’essi a Sant’Andrea.

ATTO SECONDO: PALAZZO FARNESE

UNA DELLE QUATTRO MERAVIGLIE DI ROMA

Dove: Palazzo Farnese / Ambasciata di Francia in Italia
Piazza Farnese 67

Sito ufficiale: https://visite-palazzofarnese.it e https://it.ambafrance.org/Palazzo-Farnese-11114

L’ingresso a Palazzo Farnese è possibile solo con visita guidata in italiano, francese e inglese.
I Sotterranei sono inclusi nella visita guidata del giovedì alle ore 17.  
I biglietti sono acquistabili fino a 90 giorni dalla data odierna.  sul sito https://visite-palazzofarnese.it/

Palazzo Farnese è uno degli edifici più belli ed importanti di Roma. Considerato una delle “quattro meraviglie di Roma”, è un gioiello architettonico che custodisce straordinarie opere d’arte.

Commissionato nel 1513 da Alessandro Farnese (1468-1549), futuro papa Paolo III, e terminato nel 1589, fu costruito sotto la direzione di quattro grandi architetti: Sangallo il Giovane, Michelangelo, il Vignola Giacomo Della Porta.

Tra i capolavori di Palazzo Farnese spicca la celeberrima Galleria Carracci, realizzata tra il 1597 e il 1608 dai fratelli Annibale e Agostino Carracci, esponenti del nuovo classicismo cinquecentesco. La magnifica volta di 20 metri è affrescata con soggetti mitologici provenienti dalle Metamorfosi di Ovidio.

Dal 29 maggio 2024 sono aperti al pubblico anche i Sotterranei di Palazzo Farnese. Essi custodiscono due meravigliosi mosaici a tessere bianche e nere, raffiguranti il primo animali e mostri marini, risalenti al periodo compreso tra la fine del I secolo d.C. e la dinastia dei Severi, tra il 193 e il 235 d.C, il secondo spettacolari acrobati circensi a cavallo, i Desultores, stilisticamente datato al regno di Domiziano (81-96 d.C.).

Palazzo Farnese dal 1874 è sede dell’Ambasciata Francese e dell’École Française de Rome. Nel 1936 Francia e Italia firmano un accordo fondato sull’affitto reciproco delle due ambasciate, quella italiana a Parigi e quella francese a Roma, per una durata di 99 anni, in cambio di una cifra simbolica.

ATTO SECONDATTO TERZO: CASTEL SANT’ANGELO

DA MAUSOLEO A FORTEZZA IL LEGAME INDISSOLUBILE DI PASSATO E PRESENTE

Il drammatico finale del terzo ed ultimo atto della Tosca è ambientato a Castel Sant’Angelo.

Situato sulla riva destra del Tevere, a pochi passi dal Vaticano al quale è collegato dal Passetto di Borgo, Castel Sant’Angelo è anche conosciuto come Mole Adriana e Mausoleo di Adriano. Nel 509, durante un’epidemia di peste, papa Gregorio I ebbe la visione dell’arcangelo Michele nell’atto di rinfoderare la propria spada sulla sommità del castello a significare la fine dell’epidemia. Fu questo miracolo a dargli il nome che porta ad oggi, ovvero Castel Sant’Angelo.


Da monumento funerario ad avamposto fortificato, da oscuro carcere a splendida dimora rinascimentale, da castello a caserma e carcere militare ed infine a museo, Castel Sant’Angelo incarna nelle sue corti, nelle possenti mura, nelle fastose sale affrescate, le vicende della Città Eterna dove passato e presente sono indissolubilmente legati.

Nasce come sepolcro voluto dall’imperatore Adriano, costruito all’estrema periferia di Roma nota come ager Vaticanus, la cui posizione decentrata destina l’area a luogo di sepoltura, visto il divieto di inumare i morti all’interno della città. Il Pons Aelius, unica, monumentale, via di accesso lo collega al Campo Marzio, l’area destinata ai grandi funerali di Stato. L’originaria struttura romana, oggi pressoché irriconoscibile, sopra vive in parti cospicue: le strutture di fondazione del basamento, l’intero nucleo in muratura del corpo cilindrico, l’ingresso monumentale realizzato in blocchi di pietra, la rampa elicoidale che conduce al piano superiore e la camera funeraria, la cosiddetta Sala delle Urne. Il complesso – i cui lavori di costruzione hanno inizio intorno al 123 d.C. – è ultimato solo nel 139 d.C., un anno dopo la morte dell’imperatore, dal suo successore Antonino Pio; per circa 150 anni il sepolcro assolve la funzione voluta dall’imperatore, accogliendo i resti della sua gens, gli Antonini. Non è possibile ricostruire con esattezza l’aspetto originario dell’antico sepolcro, nell’impianto generale tuttavia, esso richiama il mausoleo di Augusto realizzato circa un secolo e mezzo prima e situato a poca distanza, sulla sponda opposta del Tevere. L’ultimo imperatore della cui deposizione si abbia notizia certa è Caracalla, ucciso nel 217 d.C. Tuttavia esso assolve questa sua funzione originaria fino al 403 d.C. circa, quando viene incluso nelle mura Aureliane per volere dell’imperatore occidentale Onorio.

Da questo momento inizia una ‘seconda vita’ dell’edificio nel ruolo di di castello, avamposto fortificato oltre il Tevere. Numerose famiglie romane se ne contendono il possesso, che sembra garantire una posizione di preminenza nell’ambito del confuso ordinamento dell’Urbe:: i Crescenzi, dei Pierleoni e degli Orsini. E’ proprio un papa Orsini – Niccolò III – a far realizzare il Passetto di Borgo, che collega il Vaticano al Castello, in una continuità fisica ed ideale.

Nel 1367 le chiavi dell’edificio vengono consegnate a papa Urbano V, per sollecitare il rientro della Curia a Roma dall’esilio avignonese. Da questo momento in poi Castel Sant’Angelo lega inscindibilmente le sue sorti a quelle dei pontefici, che lo adattano a residenza in cui rifugiarsi nei momenti di pericolo. Grazie alla sua struttura solida e fortificata ed alla sua fama di fortezza inespugnabile il Castello ospita l’Archivio ed il Tesoro Vaticani, ma viene adattato anche a tribunale e prigione.

Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo

DOVE: Lungotevere Castello, 50

ORARI: Da martedi a domenica, ore 9.00-19.30 (ultimo ingresso ore 18.30)

sito ufficiale:http://castelsantangelo.beniculturali.it





LA TOSCA TORNA AL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

“Tosca” festeggia i 125 anni dalla prima rappresentazione

SECONDA REPLICA DAL 1 al 6 MARZO 2025

Dove: Piazza Beniamino Gigli 1

Sito Ufficiale: www.operaroma.it

A 125 anni esatti dalla data della sua prima rappresentazione assoluta, avvenuta il 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi, il più romano dei capolavori di Giacomo Puccini torna nel luogo del suo debutto. Per l’occasione, sono state programmate tre riprese dell’opera in tre diversi periodi. Dopo la prima andata in scena il 14 gennaio 2025, seguono 3 repliche dal 9 al 13 maggio 2025. Lo spettacolo è proposto nella versione scenica della prima rappresentazione assoluta, ricostruita dalla fondazione capitolina in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi nel 2015 a partire dagli originali bozzetti di Adolf Hohenstein. Nel ruolo del titolo si alternano grandi voci come quelle di Anna Netrebko, Anna Pirozzi, Saioa Hernández e la star emergente Anastasia Bartoli. Sul podio Michele Mariotti, cui succedono Francesco Ivan Ciampa, Daniel Oren e James Conlon.

In occasione del 125º anniversario della prima assoluta di Tosca, la sera della prima verrà scoperta in teatro una targa commemorativa della nascita del capolavoro pucciniano. Per esplorarne e approfondirne la genesi poi, l’Opera di Roma allestisce la mostra Tosca 125: Oltre la scena, con preziosi documenti, bozzetti, fotografie, manufatti e costumi provenienti dall’Archivio Storico Ricordi e dalle proprie collezioni. 

Il percorso espositivo in sette tappe, che svela le origini di Tosca nell’omonimo dramma di Victorien Sardou ammirato da Puccini; racconta aspetti poco noti del lavoro del compositore, del suo editore e dei suoi librettisti; illustra come vennero concepite scene, costumi e attrezzeria dell’originario allestimento di Adolf Hohenstein.

Tosca 125 sarà fruibile gratuitamente prima e durante gli intervalli degli spettacoli, e nel corso delle visite guidate, nella sala-museo al terzo piano del Teatro Costanzi, per l’occasione rinnovata.

Musica Giacomo Puccini

Melodramma in tre atti

Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
Tratto dal dramma omonimo di Victorien Sardou

DIRETTORE: Daniel Oren

REGIA:  Alessandro Talevi

Maestro del Coro Ciro Visco
Scene Adolf Hohenstein
Ricostruite da Carlo Savi
Costumi Adolf Hohenstein
Ricostruiti da Anna Biagiotti
Luci Vinicio Cheli

PERSONAGGI INTERPRETI

Floria Tosca Anna Netrebko / Yolanda Auyanet 2, 5 marasia Bartoli 17, 19 gen

Mario Cavaradossi Yusif Eyvazov / Luciano Ganci 2, 5 mar

Barone Scarpia  Amartuvshin Enkbath / Gabriele Viviani 2, 5 mar

Cesare Angelotti Gabriele Sagona

Sagrestano Domenico Colaianni

Spoletta Saverio Fiore

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma

con la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma

Allestimento Teatro dell’Opera di Roma

Ricostruzione dell’allestimento storico del 1900