{"id":1006,"date":"2025-09-04T22:35:44","date_gmt":"2025-09-04T22:35:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hotelsantaprassede.it\/w\/?p=1006"},"modified":"2025-09-04T22:35:46","modified_gmt":"2025-09-04T22:35:46","slug":"museo-di-roma-palazzo-braschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hotelsantaprassede.it\/w\/it\/museo-di-roma-palazzo-braschi\/","title":{"rendered":"MUSEO DI ROMA PALAZZO BRASCHI"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Situato<\/em><strong>\u00a0nel cuore rinascimentale di Roma<\/strong><em>, tra Piazza Navona e Corso Vittorio Emanuele II,\u00a0<\/em><strong>palazzo Braschi<\/strong><em>\u00a0viene progettato dall&#8217;architetto imolese Cosimo Morelli (1732-1812) per incarico di Papa Pio VI (1775 &#8211; 1799) che vuol farne dono al nipote, Luigi Braschi Onesti.<\/em><br><em>Alla realizzazione dell\u2019edificio si fa fronte con le ricchezze che il Pontefice fa affluire nelle casse del nipote Luigi, grazie all&#8217;attribuzione spregiudicata di numerosi privilegi. Palazzo Braschi rappresenta dunque una delle ultime testimonianze di nepotismo pontificio prima delle trasformazioni politiche e culturali indotte dalla Rivoluzione francese.<\/em><br><em>\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La costruzione<\/strong>&nbsp;del nuovo edificio&nbsp;<strong>inizia nel 1792&nbsp;<\/strong>sulla stessa area del quattrocentesco palazzo Orsini, fatto demolire l\u2019anno precedente. I lavori si interrompono per l&#8217;occupazione francese del 1798 (durante la quale papa Pio VI muore in esilio) e&nbsp;<strong>riprendono nel 1802<\/strong>. Gi\u00e0 nel 1804 lo scalone monumentale \u00e8 ultimato e forse anche la cappella del primo piano, attribuita a Giuseppe Valadier (1762-1839).<br>I problemi economici del duca Luigi Braschi Onesti non permettono di completare le decorazioni del palazzo che alla sua morte, nel 1816, rimangono parzialmente incompiute.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel 1871<\/strong>, gli eredi Braschi&nbsp;<strong>vendono il palazzo allo Stato Italiano<\/strong>,<strong>&nbsp;<\/strong>che lo utilizza inizialmente come sede del Ministero dell&#8217;Interno e, successivamente, come sede di varie istituzioni fasciste. Dopo la guerra (fino al 1949) vi alloggiano trecento famiglie di senzatetto e l\u2019uso abituale di fuochi interni arreca gravi danni agli affreschi e ai pavimenti. Il palazzo viene anche fatto oggetto di numerose demolizioni e ruberie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dal 1952 \u00e8 sede del Museo di Roma<\/strong>&nbsp;ma soltanto nel 1990 la propriet\u00e0 del palazzo passa all\u2019Amministrazione capitolina. Chiuso per inagibilit\u00e0 nel 1987, l&#8217;edificio viene sottoposto a complessi e ingenti lavori di ristrutturazione e restauro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il palazzo viene sottoposto a complessi lavori di ristrutturazione e restauro che hanno restituito l&#8217;originale splendore alla maestosa architettura, allo scenografico cortile, ai raffinati stucchi e pitture delle sale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elemento architettonico caratteristico del palazzo \u00e8 lo&nbsp;<strong>scalone monumentale<\/strong>, cui pose mano anche l&#8217;architetto&nbsp;<strong>Giuseppe Valadier<\/strong>&nbsp;(1762-1839). Molte sale conservano decorazioni a tempera realizzate tra la fine del Settecento e l&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Museo di Roma per la ricchezza e la vastit\u00e0 delle sue collezioni, \u00e8 l&#8217;istituzione pi\u00f9 significativa per la conoscenza della storia sociale e delle attivit\u00e0 artistiche a Roma dal Medioevo agli inizi del Novecento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Vi si conservano pi\u00f9 di centomila opere<\/strong>\u00a0&#8211; tra\u00a0<strong>dipinti<\/strong>,\u00a0<strong>disegni<\/strong>,\u00a0<strong>sculture<\/strong>,\u00a0<strong>incisioni<\/strong>,\u00a0<strong>fotografie<\/strong>,\u00a0<strong>mobili<\/strong>,\u00a0<strong>abiti<\/strong>,\u00a0<strong>ceramiche<\/strong>,\u00a0<strong>carrozze e portantine<\/strong>,\u00a0<strong>elementi architettonici e affreschi<\/strong>, questi ultimi salvati dalle demolizioni <em>dovute alle radicali\u00a0<\/em><strong>trasformazioni del tessuto urbano<\/strong><em>\u00a0avviate\u00a0<\/em>con Roma Capitale e il Ventennio Fascista- molte delle quali esposte a rotazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nuovo allestimento, organizzato secondo un criterio tematico e non pi\u00f9 cronologico, \u00e8 stato inaugurato nel 2017 con l\u2019idea che Palazzo Braschi possa \u2018rispecchiare\u2019 e \u2018riflettere\u2019 (o \u2018far riflettere\u2019) la storia di Roma tra il XVII e il XX secolo permettendo una lettura trasversale di fenomeni sociali e culturali avvenuti nella Capitale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:27px\">Roma si trasforma: frammenti dalla citt\u00e0 sparita<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il&nbsp;<strong>terzo piano<\/strong>&nbsp;del nuovo allestimento \u00e8 dedicato alla Roma moderna, a partire&nbsp;<strong>dalla proclamazione della citt\u00e0 a capitale del Regno d\u2019Italia<\/strong>&nbsp;(1871), con il progetto per la costruzione degli argini del Tevere e il Piano Regolatore del 1883.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le radicali\u00a0<strong>trasformazioni del tessuto urbano<\/strong>\u00a0avviate in vista dell\u2019adeguamento alle esigenze della modernit\u00e0 proseguono poi nel Ventennio fascista, con gli imponenti scavi archeologici e le demolizioni che modificarono in modo significativo la secolare immagine della citt\u00e0 pontificia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quest\u2019epoca risale anche\u00a0<strong>la fondazione del Museo di Roma<\/strong>, inaugurato il 21 aprile 1930 nel dismesso Pastificio Pantanella in via Bocca della Verit\u00e0 e poi trasferito a Palazzo Braschi nel 1952, nell\u2019intento di fissare la memoria dei luoghi scomparsi o in via di distruzione.\u00a0<strong>Affreschi staccati, edicole sacre, ceramiche, elementi architettonici, reperti archeologici<\/strong>\u00a0\u2013 spesso rinvenuti al di fuori del contesto topografico originario, perch\u00e9 casualmente riutilizzati in altre epoche \u2013 provenienti dalla distruzione di edifici stratificatisi nei secoli confluirono nelle collezioni del Museo, affidando \u00a0a una vasta documentazione fotografica il compito di fissare la memoria dei luoghi trasformati e consentendo cos\u00ec di individuare l\u2019originaria collocazione dei reperti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I frammenti esposti nelle quattro sale al terzo piano del Museo provengono dalle&nbsp;<strong>demolizioni per l\u2019apertura di via dell\u2019Impero e della via del Mare<\/strong>; dagli interventi operati a&nbsp;<strong>via delle Botteghe Oscure<\/strong>, dalla distruzione della&nbsp;<strong>Spina dei Borghi<\/strong>&nbsp;per la realizzazione di &nbsp;via della Conciliazione, e dall\u2019ampliamento di&nbsp;<strong>via del Tritone<\/strong>. L\u2019ultima sala \u00e8 dedicata al Tevere che, indissolubilmente legato per secoli alla vita cittadina, ne viene in qualche modo separato con la costruzione dei muraglioni, in seguito alle frequenti e disastrose alluvioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\"><strong>MUSEO DI ROMA PALAZZO BRASCHI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">INDIRIZZO&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Piazza Navona, 2<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Piazza di San Pantaleo, 10<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ORARI&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">24 e 31 dicembre 10.00-14.00<em>Ultimo ingresso un&#8217;ora prima della chiusura<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiuso il luned\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CONTATTI&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sito web:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.museodiroma.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a>www.museodiroma.it<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prenotazione telefonica:\u00a0 060608<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Telefono:\u00a0060608<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Facebook:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/MuseoDiRoma\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a>www.facebook.com\/MuseoDiRoma<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Instagram:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.instagram.com\/museiincomuneroma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a>www.instagram.com\/museiincomuneroma\/<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">YouTube:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/user\/museiincomune\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a>www.youtube.com\/user\/museiincomune<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Email:\u00a0<a href=\"mailto:eventi.aziendali@zetema.it\"><\/a>eventi.aziendali@zetema.it<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Email:\u00a0<a href=\"mailto:museodiroma@comune.roma.it\"><\/a>museodiroma@comune.roma.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Situato\u00a0nel cuore rinascimentale di Roma, tra Piazza Navona e Corso Vittorio Emanuele II,\u00a0palazzo Braschi\u00a0viene progettato dall&#8217;architetto imolese Cosimo Morelli (1732-1812) per incarico di Papa Pio VI (1775 &#8211; 1799) che vuol farne dono al nipote, Luigi Braschi Onesti.Alla realizzazione dell\u2019edificio si fa fronte con le ricchezze che il Pontefice fa affluire nelle casse del nipote [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1007,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[971],"tags":[979,29,981],"class_list":["post-1006","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-palazzo-braschi","tag-museo-di-roma-palazzo-braschi","tag-piazza-navona","tag-storia-di-roma"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.hotelsantaprassede.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1006","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.hotelsantaprassede.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.hotelsantaprassede.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hotelsantaprassede.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hotelsantaprassede.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1006"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.hotelsantaprassede.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1006\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1008,"href":"https:\/\/www.hotelsantaprassede.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1006\/revisions\/1008"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hotelsantaprassede.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1007"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.hotelsantaprassede.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1006"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hotelsantaprassede.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1006"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hotelsantaprassede.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1006"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}