Gennaio 11, 2026
Scoprire una Roma poco nota: Il MUCIV, Museo delle Civiltà all’EUR
Oltre 2 milioni di opere d’arte e documenti, dalla prima età della pietra alle contemporaneità, distribuiti su circa 50mila metri quadri di sale espositive e depositi.
L’architettura razionalista del quartiere EUR a Roma, spesso sottovalutata, è un’area affascinante, dominata da icone come il Palazzo della Civiltà Italiana (Colosseo Quadrato), simbolo del Novecento romano, e il Palazzo dei Congressi di Libera, con ampi viali e spazi verdi. Il Museo delle Civiltà si trova proprio al centro del progetto urbanistico-architettonico pensato per l’Esposizione Universale di Roma del 1942 (E.U.R), mai inaugurata a causa dello scoppio della II Guerra Mondiale.
Il museo ha sede in due monumentali edifici simmetrici affacciati su piazza Guglielmo Marconi (con il nome originariamente di Piazza Imperiale): il Palazzo delle Scienze e il Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari, entrambi realizzati a partire dal 1938 dagli architetti Luigi Brusa, Gino Cancellotti, Eugenio Montuori, Alfredo Scalpelli, coordinati da Marcello Piacentini per il progetto urbanistico-architettonico dell’Esposizione Universale di Roma del 1942. Interessanti apparati decorativi impreziosiscono le linee squadrate dei due palazzi, caratteristiche dell’architettura razionalista. Le sale dai soffitti altissimi si snodano tra marmi chiari e ampie scalinate. Nell’atrio di ingresso del Palazzo delle Scienze si può ammirare Le applicazioni tecniche della scienza, conosciuto anche come Le scienze moderne, un dipinto murale realizzato tra il 1942 e il 1943 da Valerio Fraschetti (1910-1977). Si tratta di una sinopia, una bozza preparatoria della decorazione finale, mai completata. La seconda opera, La Scuola di Galileo, iniziata nel 1942, fu terminata da Fraschetti nel 1943, già nel pieno della guerra. L’affascinante tarsia marmorea di Mario Tozzi (1895-1979) al centro del pavimento del Salone d’Onore del Palazzo delle Scienze, Elementi decorativi relativi alla scienza, costituisce uno degli elementi dell’ampio programma decorativo dedicato a illustrare i protagonisti e le storie delle discipline scientifiche all’interno del Palazzo, progettato per ospitare la mostra scientifica nel contesto dell’Esposizione Universale di Roma del 1942. Realizzata in pietre e marmi italiani, Tozzi ideò una scena suddivisa in più riquadri in cui sono rappresentate le discipline della Cosmografia, della Fisica, della Fisiologia, della Paleontologia e della Zoologia. Al centro della tarsia campeggia la rappresentazione della dea romana Minerva. Al primo piano, sovrastante lo scalone monumentale d’ingresso, troviamo la grande vetrata policroma Elementi decorativi relativi all’astronomia, realizzata tra il 1941 e il 1942 da Giulio Rosso (1897-1976), stretto collaboratore di Marcello Piacentini e Gio Ponti. L’opera, composta da 54 pannelli rettangolari raffiguranti una complessa cosmogonia illustrata da pianeti, segni zodiacali, strumenti astronomici e schemi delle concezioni tolemaica e copernicana dell’universo, a causa della guerra non fu mai montata. Solo nel 1986, dopo il ritrovamento dei pannelli nei magazzini del museo, l’opera fu montata nel luogo per il quale era stata originariamente progettata.
Sulla parete d’ingresso del Salone D’Onore nel Palazzo delle Tradizioni Popolari sono presenti gli affreschi Sagra degli osei di Mario Varagnolo (1901-71), Battitura del grano di Domenico Colao (1881-1943), Cerimonia nuziale in Sardegna parzialmente eseguito da Nino Bertoletti (Umberto Natale detto Nino, 1889-1971), Funerali in Puglia di Emanuele Cavalli (1904-81), Il bue di S. Zopito di Tommaso Cascella (1890-1968).o il bassorilievo in marmo di Amerigo Tot nel Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari. Sulla parete di fondo sono invece presenti gli affreschi Trasporto del mosto in Romagna di Garibaldo Guberti (1907-74), Benedizione della barca di Antonio Barrera (1889-1970), Processione parzialmente eseguito da Orazio Amato (1884-1953), Mattanza dei tonni di Pietro Barillà (1890-1953). L’artista Mario Gambetta (1886-1968) avrebbe dovuto eseguire l’ultimo affresco, Battesimo in Liguria, ma al suo posto è presente un cartone attribuito a Filippo Figari (1885-1937) raffigurante un corteo processionale sardo.
I mosaici gemelli di Fortunato Depero (1892-1960) (“Le professioni e le arti”) ed Enrico Prampolini (1894-1956) Le corporazioni ornano, all’esterno, il propileo colonnato che collega i due edifici, testimonianza dell’arte futurista.
Il MuCiv – Museo delle Civiltà è stato istituito nel 2016 per riunire in un unico organismo collezioni provenienti da musei nazionali inizialmente distinti e si articola in 2 sedi: il Palazzo delle Scienze (Piazza Guglielmo Marconi, 14) e il Palazzo di Arti e Tradizioni Popolari (Piazza Guglielmo Marconi, 8).
Il Palazzo delle Scienze ospita le collezioni preistoriche, paleontologiche, lito-mineralogiche, di arti e culture africane, americane, asiatiche, oceaniane, alto-medievali, di provenienza coloniale e contemporanee, riunite o acquisite in diversi momenti storici e confluite nel Museo delle Civiltà fra il 2016 e il 2022. Le opere esposte provengono dal Museo Nazionale Preistorico Etnografico, fondato dall’archeologo Luigi Pigorini nel 1875 nel Palazzo del Collegio Romano; dal Museo Nazionale d’Arte Orientale, inaugurato nel 1957 a Palazzo Brancaccio con i reperti provenienti dalle spedizioni archeologiche dell’IsMEO-Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente co-fondato nel 1933 da Giuseppe Tucci; dal Museo Africano, chiuso nel 1971; dalle collezioni di paleontologia e lito-mineralogia dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale; e dal Museo Nazionale dell’Alto Medioevo, qui trasferito nel 1967 dal Museo Nazionale Romano.
Nei due piani del Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari sono esposti circa 150mila documenti e opere, oltre a negativi e materiali librari, riferiti agli usi popolari italiani. I temi affrontati includono la memoria popolare, feste e rituali (spettacoli e teatro di piazza, pratiche della magia e della spiritualità popolare, giochi e intrattenimenti), le pratiche del vivere quotidiano e dell’abitare, i mestieri tradizionali e il lavoro agricolo, pastorale e marinaro. Uno dei simboli del museo è la straordinaria collezione di figure presepiali provenienti delle varie regioni italiane che offrono un contributo fondamentale alla comprensione del fenomeno storico-antropologico del presepe, arte italiana per eccellenza. Lungo il percorso di visita, i visitatori vengono accompagnati da 3 figure emblematiche del museo: gli antropologi Lamberto Loria (1855-1913) e Annabella Rossi (1933-1984) e il collezionista Gennaro Evangelista Gorga (1865-1957).
Il Museo delle Civiltà custodisce una molteplicità di oggetti di provenienza non europea. Allineandosi con quanto sta avvenendo nelle più importanti istituzioni etnografiche europee ed internazionali, il museo ha quindi avviato una serie di progetti volti a ricostruire le biografie di tutte le collezioni.
Il Museo delle Civiltà ha due sedi:
Palazzo delle Scienze:
Piazza Guglielmo Marconi, 14
Collezioni Preistoriche, Paleontologiche e Lito-mineralogiche (ISPRA), Africane, Americane, Asiatiche, Oceaniane, Alto Medievali, Arte Contemporanea
Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari:
Piazza Guglielmo Marconi, 8
Collezioni Arti e Tradizioni Popolari Italiane, Arte Contemporanea
In metro
Metro B, fermata EUR Fermi
INDIRIZZO
PIAZZA GUGLIELMO MARCONI, 8
PIAZZA GUGLIELMO MARCONI, 14
ORARI
Martedì – Domenica (Lunedì chiuso)
Ore 8.00 – 19.00
Ultimo ingresso ore 18.30
Biglietto intero: 10,00 €
Per gli aggiornamenti e le modalità di visita consultare > https://www.museodellecivilta.it/visita/
